• Consumo di energia elettrica – Accise provinciali illegittime – Utenti risarciti

    Com’è composta la bolletta dell’energia elettrica?

    La bolletta per l’energia elettrica è costituita:

    • da una quota fissa che si paga indipendente dal consumo (€/anno);
    • da una quota energia che si paga in proporzione al consumo(€/kWh); 
    • dalle accise;
    • dalle addizionali provinciali alle accise e dall’IVA.

    Cosa sono accise?

    Le accise sono imposte indirette sul consumo applicate alla fornitura di energia elettrica.

    Cosa sono le addizionali provinciali alle accise?

    L’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica è istituita in favore delle province per qualsiasi uso effettuato in locali e luoghi diversi dalle abitazioni, per tutte le utenze, fino al limite massimo di 200.000 kWh di consumo al mese. La misura dell’accisa è di euro 9,30 per mille kWh. Le province possono, però, deliberare aumenti fino a euro 11,40 per mille kWh.

    Si può chiedere il rimborso dell’addizionale alle accise

    La corte di Cassazione ha costantemente affermato, anche in tempi assai recenti, che l’addizionale provinciale alle accise sull’energia elettrica va disapplicata per contrasto con il diritto comunitario, conformemente a quanto affermato dalla Corte di Giustizia U.E. (Cass. civ. n. Cass. civ. 22343/2020, n. 16142/2020, Cass. civ. 27099/2019, Cass. civ. 2701/2019).

    I Giudici hanno ritenuto che l’inefficacia della normativa interna per contrasto alla Direttiva n. 2008/118/CE, applicabile nel rapporto (verticale) tra l’erario ed il fornitore, seppur non invocabile nei rapporti (orizzontali) tra privati,  è il presupposto del rapporto (orizzontale) tra il fornitore ed il consumatore.

    Pertanto, il consumatore finale dell’energia elettrica, può agire nei confronti del fornitore con l’ordinaria azione di ripetizione di indebito (Cass. civ. 23.10.2019 n. 27099), infatti, dalla necessaria disapplicazione della normativa interna nei rapporti (verticali) tra fornitore e amministrazione, su cui è fondato l’addebito a titolo di addizionale provinciale alle accise, consegue l’indubbio diritto del consumatore finale alla restituzione dal fornitore delle somme indebitamente pagate nelle fatture sull’energia elettrica a titolo di addizionale provinciale alle accise. 

    Si può chiedere il rimborso dell’IVA applicata all’addizionale provinciale sulle accise?

    In caso di operazioni erroneamente assoggettate all’Iva, come nel caso di specie, restano privi di fondamento la rivalsa del fornitore nei confronti del consumatore finale e la detrazione da quest’ultimo operata nella sua dichiarazione IVA nonché il pagamento dell’imposta da parte del fornitore.

    Il consumatore finale ha perciò diritto di chiedere la restituzione dell’IVA versata in via di rivalsa al fornitore che, a sua volta, ha diritto di pretenderne dall’amministrazione il rimborso che, infine, ha il potere–dovere di escludere la detrazione dell’IVA pagata in rivalsa alla dichiarazione IVA presentata dal consumatore finale (Cass. civ. sez. V 15.05.2015 n. 994, Cass. civ. ord. n. 8652/2020).

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