Trasferimenti ritorsivi e demansionamento

Trasferimenti ritorsivi e demansionamento, lo studio legale assiste lavoratori e datori di lavoro nei contenziosi.

Trasferimenti ritorsivi e demansionamento

Il datore di lavoro può trasferire il proprio dipendente in presenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive salvo che non sia nell’ambito della stessa unità produttiva.

 

E’ possibile, con un atto di autotutela, opporsi al trasferimento ad esempio se si deve assistere ad un parente malato.

 

Il licenziamento per ritorsione, diretta o indiretta, può essere definito come quel provvedimento espulsivo motivato da una ingiusta e arbitraria reazione a un comportamento legittimo del lavoratore colpito o di altra persona a esso legata.

Quando tale motivo ritorsivo sia stato l’unico determinante

– e sempre che il lavoratore ne abbia fornito prova
– il licenziamento deve considerarsi nullo

Il demansionamento è l’assegnazione del dipendente a mansioni inferiori rispetto a quelle per cui è stato assunto.

 

Tale comportamento è considerato illecito in quanto lede la dignità e diminuisce la capacità professionale del lavoratore arrecandogli un danno sia economico che morale.

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