Risarcimento incidente mortale: chi ha diritto, quanto spetta e come ottenerlo

Il risarcimento per incidente stradale mortale spetta ai familiari e ai soggetti legati alla vittima da un…

Risarcimento danni incidente stradale mortale: diritti e tutela dei familiari della vittima

Il risarcimento per incidente stradale mortale spetta ai familiari e ai soggetti legati alla vittima da un rapporto affettivo stabile e duraturo. L’importo può variare indicativamente da alcune decine di migliaia di euro fino a oltre 300.000 euro per ciascun congiunto, in base al grado di parentela, all’età e alle circostanze del caso. La quantificazione avviene secondo le Tabelle del Tribunale di Milano. Il diritto si prescrive, di regola, in due anni, salvo che il fatto integri reato.

 

Chi ha diritto al risarcimento per incidente mortale

In caso di incidente mortale, il risarcimento spetta ai prossimi congiunti della vittima, quali coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle, anche se non conviventi.

Il diritto al risarcimento da incidente stradale mortale si estende anche a soggetti diversi, purché sia dimostrata l’esistenza di un legame affettivo stabile, concreto e duraturo. Non rileva esclusivamente il vincolo giuridico, ma la qualità effettiva della relazione.

 

Il convivente ha diritto al risarcimento per incidente mortale?

Il convivente more uxorio ha diritto al risarcimento del danno da incidente mortale quando dimostra l’esistenza di una relazione caratterizzata da stabilità, continuità e reciproca assistenza morale e materiale.

Non è sufficiente una relazione occasionale. È necessario provare un progetto di vita comune, desumibile da elementi concreti quali coabitazione, frequentazione costante e sostegno reciproco.

 

Possono ottenere il risarcimento anche parenti non stretti?

Il risarcimento per incidente mortale può essere riconosciuto anche a parenti non prossimi, come nonni, nipoti, cognati e zii.

In tali casi è richiesto un onere probatorio più rigoroso. Occorre dimostrare una relazione affettiva particolarmente intensa e significativa, idonea a giustificare il risarcimento.

 

Quali danni vengono risarciti in un incidente stradale mortale

Il risarcimento del danno da incidente mortale comprende sia i danni patrimoniali sia i danni non patrimoniali.

 

Danni patrimoniali

I danni patrimoniali, ai sensi degli artt. 1223 e 2056 c.c., comprendono tutte le conseguenze economiche direttamente derivanti dall’evento.

Rientrano in questa categoria le spese funerarie e le spese mediche sostenute prima del decesso. È inoltre risarcibile la perdita delle utilità economiche che la vittima avrebbe continuato a garantire ai familiari, purché sia dimostrata la stabilità della contribuzione e la prevedibilità della sua prosecuzione.

 

Danni non patrimoniali da perdita del rapporto parentale

I danni non patrimoniali comprendono il dolore, la sofferenza e l’alterazione dell’equilibrio esistenziale dei familiari conseguenti alla perdita.

La loro risarcibilità trova fondamento nell’art. 2059 c.c., come interpretato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass. civ., SS.UU., 11 novembre 2008, n. 26972).

La giurisprudenza prevalente ritiene che la perdita della vita in sé non costituisca una autonoma voce di danno risarcibile, ferma restando la risarcibilità delle conseguenze dannose maturate tra lesione e decesso (Cass. civ., SS.UU., 22 luglio 2015, n. 15350).

 

Danno iure hereditatis

Il danno iure hereditatis consiste nel danno biologico maturato in capo alla vittima tra l’evento lesivo e il decesso. È trasmissibile agli eredi quando intercorre un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni e la morte.

 

Danno iure proprio

Il danno iure proprio riguarda le conseguenze subite direttamente dai congiunti, tra cui il danno da perdita del rapporto parentale. La liquidazione avviene in via equitativa e tiene conto delle specificità del caso concreto.

 

Danno terminale

Il danno terminale viene riconosciuto quando tra le lesioni e la morte intercorre un intervallo temporale durante il quale la vittima abbia percepito la gravità della propria condizione.

 

Danno del nascituro

È risarcibile anche il danno subito dal nascituro qualora la vittima fosse in attesa di un figlio, sia sotto il profilo affettivo sia economico.

 

Quanto ammonta il risarcimento per incidente mortale

Il risarcimento per incidente mortale varia in base al grado di parentela, all’età della vittima e dei congiunti, alla convivenza e all’intensità del legame affettivo.

Secondo le Tabelle del Tribunale di Milano, il risarcimento per perdita del rapporto parentale può raggiungere importi molto elevati, che nei casi più gravi superano i 300.000 euro per ciascun familiare.

La Corte di Cassazione ha individuato tali tabelle quale parametro uniforme di riferimento per la liquidazione del danno non patrimoniale (Cass. civ., 7 giugno 2011, n. 12408).

(Allegato PDF scaricabile delle tabelle di Milano)

 

Chi paga il risarcimento dopo un incidente mortale

Il risarcimento del danno da incidente stradale mortale è a carico del soggetto responsabile del sinistro ed è generalmente corrisposto dalla compagnia assicurativa del veicolo responsabile.

In caso di concorso di colpa, il risarcimento viene ridotto proporzionalmente alla responsabilità accertata.

 

Come ottenere il risarcimento per incidente mortale

Per ottenere il risarcimento è necessario attivare una procedura articolata che coinvolge sia il profilo civile sia quello penale.

È fondamentale raccogliere prove e documentazione, anche mediante consulenze tecniche di parte, per accertare la dinamica del sinistro e il nesso causale tra incidente e decesso.

Successivamente si procede alla messa in mora della compagnia assicurativa e all’avvio della trattativa per il risarcimento.

 

Entro quanto tempo si può chiedere il risarcimento

Il diritto al risarcimento del danno da incidente stradale si prescrive, in via ordinaria, in due anni ai sensi dell’art. 2947 c.c.

Se il fatto costituisce reato, come nei casi di omicidio stradale, il termine di prescrizione si estende e può arrivare fino a 24 anni, in funzione delle aggravanti.

 

FAQ sul risarcimento incidente mortale

Quanto spetta per la morte in un incidente stradale?

Il risarcimento per incidente mortale varia in base al grado di parentela, all’età della vittima e dei congiunti e all’intensità del rapporto affettivo. In base alle Tabelle del Tribunale di Milano, gli importi possono variare da alcune decine di migliaia di euro fino a oltre 300.000 euro per ciascun familiare nei casi più gravi.

 

Chi ha diritto al risarcimento in caso di incidente mortale?

Hanno diritto al risarcimento i prossimi congiunti, come coniuge, figli e genitori, anche se non conviventi. Possono inoltre ottenere il risarcimento altri soggetti, come il convivente o parenti non stretti, purché dimostrino l’esistenza di un legame affettivo stabile, concreto e duraturo.

 

Il convivente ha diritto al risarcimento per incidente mortale?

Sì, il convivente more uxorio ha diritto al risarcimento se dimostra una relazione stabile, duratura e caratterizzata da assistenza reciproca. È necessario provare un progetto di vita comune attraverso elementi concreti, come la convivenza e la continuità del rapporto.

 

Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento?

Il diritto al risarcimento del danno da incidente stradale si prescrive in due anni. Tuttavia, se il fatto costituisce reato, come nei casi di omicidio stradale, il termine di prescrizione si estende e può arrivare fino a 24 anni.

 

Chi paga il risarcimento in caso di incidente mortale?

Il risarcimento è a carico del responsabile del sinistro ed è generalmente pagato dalla sua compagnia assicurativa. In caso di concorso di colpa, l’importo viene ridotto in proporzione alla responsabilità accertata.

    Richiedi una consulenza legale

    Articoli correlati